Argento Colloidale e Argento Citrato Complessato

L'argento citrato complessato è un ottimo agente contro i microrganismi e ne inibisce la crescita in misura superiore all'argento colloidale o ionico. L'argento citrato complessato si dimostra molto efficace contro un ampio spettro di microrganismi e quindi nella cura di infezioni e non presenta le controindicazioni dell'argento colloidale. Viene ottenuto in genere da altri Sali e la sua composizione chimica prevede atomi di argento complessati da ioni citrato (vedi l'abstract della ricerca su pudmed).

L'articolo è abbastanza lungo, ma fa luce su cos'è l'argento citrato complessato, ma soprattutto su cosa sia in realtà l'argento colloidale, e di come si comportino realmente le nanoparticelle (sinonimo di colloidi) sia in soluzione che nell'organismo, una volta assunto.

Ti posso garantire che dopo averlo letto, saprai tutto su controindicazioni, del perchè talvolta è giallo, e di tanti altri perchè, che fino a ora non ti sono stati forniti, nemmeno dalle farmacie...

Attività antimicrobica dell'argento citrato complessato

L'argento citrato complessato (d'ora in poi ACC) in genere si rivela un potente antimicrobico contro un'ampia gamma di virus, batteri, lieviti e protozoi.

E' in grado infatti di penetrare agilmente anche le membrane più robuste dei microrganismi e legarsi al loro DNA bloccandone l'attività chimico-enzimatica. Una volta fatto questo si sgancia dalla cellula e penetra in altre, dando così vita a una reazione a catena.

Ma non solo! Testato nella cura di infezioni anche gravi, ha sempre superato l'argento colloidale. Siccome si parla di una soluzione stabile che rilascia integralmente tutti gli ioni contenuti nel complesso, può interagire senza difficoltà con molecole dell'ordine del nanometro, quindi con virus di dimensioni ridotte e mediatori dell'infiammazione, contro i quali, l'argento colloidale non può nulla.

Infatti le nanoparticelle presenti nell'argento colloidale creato con sublimazione con laser, in condizioni di lavoro eccezionali, non scendono sotto i 3 nm.  Mentre l'ACC libera ioni avente diametro inferiore a 0.156 nm, senza alcun prodotto di scarto perché il complesso, per equilibrio chimico, scompare una volta che si è dissociato e ha liberato ioni argento e citrato (completamente atossico e presente naturalmente nel ciclo cellulare).

Dunque il migliore argento colloidale, quello furtto di tecnologie avanzatissime, derivante cioè dalla sublimazione al laser, contiene particelle più grandi di circa 19 volte quello generato dal argento citrato complessato.

Come vedrete, proseguendo nella lettura, l'argento colloidale elettrolitico in commercio, contiene nanoparticelle di ben altro diametro che per giunta vanno aggregandosi con il tempo, fino addirittura ad avere rapporto dimensione di circa 1000 volte se paragonato agli ioni liberati dall'argento citrato complessato.

Un altro aspetto da tener conto è che l'argento in forma ionica ha un potenziale di riduzione altissimo (secondo solo all'oro), quindi si lega ai radicali liberi con estrema facilità riducendone i danni provocati e ritardando l'invecchiamento precoce sia della pelle che in generale di tutti i tessuti molli.

Andiamo ad analizzare nel dettaglio come viene ottenuto e del perché forma soluzioni tanto stabili da superare tutti i suoi predecessori.

Sintesi dell'argento citrato complessato

Sintetizzato dal nitrato di argento, esso viene trasformato prima in un ossido e poi nel complesso. La metodologia richiede analisti molto abili e addestrati, competenze che spesso nemmeno nelle farmacie sono reperibili. L'ossido che il citrato vanno purificati opportunamente per liberare il tutto dalle tracce del pericoloso nitrato di argento.

Sconsigliato cercare di effettuare la sintesi da sé, dato che, oltre a impiegare reagenti molto costosi, può determinare la produzione di un complesso metastabile che tende facilmente a ricristallizzare in una forma idrata di argento citrato e quindi essere non solo inutile ma anche tossico. Resta inteso che se ben sintetizzato l'argento citrato complessato è estremamente stabile, sicuro ed efficace.

In soluzione, dopo una sintesi svolta correttamente, la presenza di ioni argento si mantiene costante per mesi se non anni. Questo garantisce un'azione antimicrobica prolungata, data la stabilità del complesso che blocca gli ioni impedendogli di scaricarsi come avviene nel caso dell'argento colloidale.

Ma cerchiamo di capire un po' più approfonditamente del perché è così stabile e quindi come mai rilascia ioni argento più a lungo e in maniera più controllata.

Composizione chimica e differenze rispetto all'argento colloidale

La composizione chimica prevede che uno ione di argento sia contornato da più molecole di citrato (ione dell'acido citrico), che tenendolo bloccato, fanno sì che questi non reagisca con l'ambiente esterno e si tenga stabile per anni.

Siccome gli ioni citrato circondano fermamente gli ioni argento, questi non possono aggregarsi come avviene nelle soluzioni di argento colloidale nè respingersi destabilizzandosi come avviene nelle soluzioni ioniche (avendo carica dello stesso segno tendono ad avere una certa repulsione).

Abbiamo quindi ioni di piccole dimensioni che possono facilmente tenersi stabili per molti mesi o anche anni, e solo un repentino calo della concentrazione degli ioni citrato può far sì che il complesso si destabilizzi e liberi argento ionico che poi andrà ad attaccare i microrganismi.

Praticamente se lo teniamo in bottiglia risulta stabilissimo, se lo assumiamo la diluzione determina un rilascio controllato di ioni argento con una conversione del 100% degli ioni assunti.

Questo fenomeno nelle nanopartielle si realizza solo sulla superficie; tenete bene in mente questo concetto di rilascio superficiale degli ioni da parte dei colloidi perché a breve mostrerò del perché vanno perdendo rapidamente efficacia.

In genere, l'argento colloidale, quello elettrolitico, ha una media statistica in soluzione di nanoparticelle aventi diametro di circa 20 nm e che comunque anche se prodotto con tecniche laser, come riportato sopra, la grandezza non scende sotto i 3 nm. Tuttavia queste nanoparticelle urtandosi in sospensione, causa le forti cariche uguali e positive presenti sulla superficie, tendono ad aggregarsi creando due grosse controindicazioni.

Aggregandosi diminuiscono la superficie libera e quindi la quota di ioni rilasciata: in poche settimane (una o due al massimo) la quantità di ioni rilasciata sarà calata drasticamente anche di circa l'80-90%.

Gli ioni liberati solo dalla superficie delle nanoparticelle, se queste vanno aggregandosi parte della superficie utilizzata scompare, riducendo la capacità della stessa massa argento in sospensione di creare ioni.

Per usare un'analogia, potete immaginare un mattone che viene riscaldato. Questo libererà calore ugualmente su tutte le sue sei facce. Ma cosa accade se ponete questo mattone in mezzo a degli altri e lo riscaldate? Gli altri mattoni impediranno al calore di uscire attraverso le facce occupate, perché la superfice utilizzata per lo scambio sarà bloccata, quindi meno calore sarà rilasciato.

Nell'argento colloidale avviene la stessa cosa, dato che in poche settimane dalla sintesi, vi sono aggregati di nanoparticelle che limitano la liberazione degli ioni anche dell'80-90%.

Un altro problema è che le nanoparticelle presenti che si vanno aggregando creano macro strutture che hanno diametro di oltre 100 nm, quindi facilmente accumulabili nei vari tessuti molli.

Tenete presente che su test di laboratorio, argento colloidale a 6 nm ha riportato accumulo di nanoparticelle nei principali organi dell'organismo, cervello incluso e che anche dimensioni inferiori hanno dimostrato aggregazione nanoparticellare.

Quindi nemmeno argento colloidale con nanoparticelle di dimensioni inferiori a 6 nm, hanno un profilo di sicurezza accettabile, poichè aggregandosi con il tempo, genereranno cluster (blocchi di nanoparticelle) che supereranno abbondantemente i 6 nm accumulandosi anche loro. Inoltre ripeto non vi è alcuna garanzia che a 3 nm le nanoparticelle non siano accumulabili.

Gli ioni non hanno alcuna possibilità di accumularsi nè inquei distretti corporei nè altrove, ma le nanoparicelle hanno dimostrato ampiamente che ci riescono molto facilmente, non a caso nel mondo scientifico non godono di una buona reputazione sia per quello che riguarda l'uso interno che per quanto riguarda lo smaltimento ambientale.

Diffidate da farmacie e da chi vi dice di usare argento colloidale internamente

Un ultimo appunto lo merita il colore dell'argento colloidale. Leggo di aziende e farmacie che commercializzano argento colloidale di colore giallo. Orbene bisogna sapere che una soluzione di nanoparticelle più è incolore, minore è il diametro delle nanoparticelle presenti nella sospensione.

Detto in poche parole chi vi vuole propinare argento colloidale giallo, vi sta vendendo un qualcosa di estremamente inefficace (per dimensione elevata dei collodi) e di pericoloso (perchè facilmente bioaccumulabile); non a caso lo vendono o scrivendo che è per il solo uso esterno o omettendo questa cosa.

Sappiate che in Europa e in America, è vietato tassativamente vendere colloidi per l'uso interno. Se una farmacia vi propone dell'argento colloidale dicendovi di usarlo internamente e di farvi fare prescrizione medica, vi sta mentendo spudoratamente e a seguito di denuncia, perde la licenza e si ritrova in guai penali molto seri. Se poi questo è giallo vi sta anche propinando un qualcosa che è inefficace e sicuramente tossico per accumulo.

Ebbene non troverete mai soluzioni di argento citrato complessato giallo o addirittura blu, perché questo è una soluzione propriamente detta, quindi sarà sempre incolore.

Come ho ribadito, se esiste un argento ionico, questo titolo spetta di diritto all'argento citrato complessato e la dicitura ACI è fuorviante poiché una soluzione di poche settimane di argento colloidale, potrebbe avere molto poco di ionico, in moltissimi casi nulla.

Argento citrato complessato vs argento colloidale

Dunque tirando le somme possiamo affermare che: l'argento citrato complessato determina una minore grandezza degli ioni di argento complessati e una sorta di sequestro di questi da parte degli ioni citrato, rendendo le soluzioni molto stabili rispetto a quelle colloidali e ioniche (si può affermare che ACC è l'unico argento ionico al 100%). Ciò determina che le soluzioni di ACC tendono a rilasciare ioni argento in maniera più controllata e a mantenersi stabili molto a lungo.

Si evince così che la minore grandezza degli ioni, oltre a stabilizzare maggiormente il tutto, fa sì che questo composto abbia particelle di un ordine di mille volte inferiori a quelle dei colloidi quindi possa con maggiore facilità attaccare microrganismi e penetrarvi all'interno. Tutti benefici dell'argento ionico senza le controindicazioni, gravi, del argento colloidale (accumulo di nanoparticelle tossiche).

Ho riportato della letteratura scientifica sulla pagina Facebook che segue in fondo in merito all'enorme pericolosità dei colloidi di contro ai complessi del tutto innocui.

Inoltre alcuni utenti entusiasti dei risultati mi hanno autorizzato a pubblicare i loro risultati mettendoci la faccia, cosa che in tutta onestà, non ho ancora trovato in nessuna pagina web o Facebook o anche gruppo nel web per quanto riguarda l'argento colloidale, qualcosa dovrà pure significare.

Bene se dopo questa breve disamina, che non esaurisce comunque del tutto l'argomento sulle due tipologie di molecole, avete ancora dubbi, perplessità o volete sapere come reperire l'argento citrato complessato, non esistate a contattarmi, per la salute questo ed altro.

Collegamenti esterni: Pagina Facebook su Argento Citrato Complessato...

Se hai trovato l'articolo interessante puoi porre mi piace e condividerlo affinchè possa informare più persone possibili.

Iscriviti alla Newsletter
Iscrivendoti riceverai in automatico una mail che ti avviserà dell'avvenuta pubblicazione di un nuovo articolo con relativo link per raggiungerlo agilmente.
inviando la mail dichiaro di essere di accettare la nota sulla privacy e i termini per la fruizione del servizio

Per domande dirette: contatti...

Per tornare all'indice degli articoli...

Torna alla Home...