Deficit surrenale: malattie autoimmuni, adrenalina e cortisolo

Stress e perturbazione dell'omeostasi

Analizzeremo ora la causa principale dell'invecchiamento complessivo dell'organismo. Il termine omeostatica non descrive un solo equilibrio ma tanti equilibri che l'organismo può assumere, una sola però è l'omeostasi alla quale approda e non sempre è quella ottimale per il suo funzionamento. Abbiamo anche visto che la naturopatia mira a riportare l'organismo in condizione di salute e benessere senza che questo determini invecchiamento progressivo e accelerato dell'organismo

Questo articolo analizza gli eventi, che a seguito di una perturbazione grave e continuata di un sistema vitale dell'organismo (le ghiandole surrenali) lo portano a instaurare con il tempo una omeostasi svantaggiosa. Per noi tutto quello che è esterno è una perturbazione, che genericamente noi chiamiamo con la parola stress, che se non compensato a dovere può provocare una compromissione molto grave (fino alla morte) dell'organismo stesso.

Analizziamo le perturbazioni, pardon lo stress

La natura, in tutta la sua saggezza, ha previsto questa evenienza, dotando tutti gli esseri animali di un sistema di emergenza, ovvero le ghiandole surrenali che entrano in gioco tutte le volte un grave stress o comunque qualsiasi situazione che porti un cambio repentino del nostro status interno si viene a creare a seguito di perturbazioni esterne (cambi di temperatura, umidità, terremoti, funerali, ecc…) ma anche interne (infezioni, tumori, ipoglicemia, ecc…) per poter far sì di mantenere alterata l'omeostasi corporea, da questo momento ci riferiremo alle perturbazioni siano esse esterne o interne, con il termine di stress.

La mancata compensazione di uno stress acuto con un ormone chiamato adrenalina o di uno stress cronico con la secrezione di un altro chiamato cortisolo può determinare l'arresto del sistema con incapacità di rianimarsi, cosa che in genere accade a chi è allergico alle punture di insetto, che ha bisogno di un'iniezione di adrenalina al fine di evitare la morte se punto o a chi avendo malattie autoimmuni ha bisogno di cortisolo per evitare stati infiammatori anche mortali.

Il problema che questo sofisticatissimo sistema viene sempre di più messo in crisi da comportamenti scorretti e da evitare e dalla continua modifica dell'uomo del proprio habitat naturale. Va ricordato che per noi esseri umani tutto è uno stress, ma se questo non supera la capacità di adattamento, in taluni casi può anche essere una cosa positiva, dato che nell'evoluzione delle speci animali  lo stress è stato il motore di un progressivo adattamento a diversi habitat.

Come abbiamo detto le ghiandole surrenali producono questi e altri ormoni molto importanti per l'organismo a seguito di stress più o meno gravi, tentando di mantenere l'omeostasi nativa. Tuttavia spesso se la situazione si prolunga l'organismo può decidere di far entrare de facto gli ormoni forniti dalle surreni nell'ordinaria amministrazione al fine di essere in grado di affrontare questo o quello stress. Insomma modifica l'omeostasi nativa in favore di una che gli permetta di affrontare uno stato ritenuto in quel momento eccezionalmente grave.  

Cosa comporta il cambio di omeostasi per le ghiandole surrenali

L'organismo imporrà una nuova omeostasi per opporsi incessantemente allo stress da parte delle surreni (sinonimo di ghiandole surrenali) richiedendo una continua e notevole spesa energetica e possibilmente di alimenti facili da assimilare e da bruciare, ecco che quindi il primo segno è un aumento di consumo di cibi zuccherini o ricchi di amido.

Inoltre si verificherà una diminuzione della qualità e quantità del sonno: non si dorme se uno stress, un pericolo costante può minacciare, e purtroppo l'organismo percepisce guai più o meno seri, anche quelli moderni e li somatizza per affrontarli.

Altri disturbi come quelli intestinali possono essere coinvolti, poiché in genere allo stress corrisponde una modifica della motilità intestinale, residuo di quando si viveva in natura: molti animali infatti se attaccati da predatori o terrorizzati in genere hanno scariche di feci, poiché l'organismo si libera di un eventuale stress microbico per potersi concentrare sulla propria sopravvivenza e sgravare l'immunità.  

Poiché il sistema immunitario dipende fortemente dal glucosio circolante, convogliarlo ai muscoli sotto l'azione di adrenalina e cortisolo, significherebbe non riuscirsi a difendere da eventuali patogeni in transito, allora gli animali sotto stress acuto, tendono a risolvere il problema scaricando di botto le feci che normalmente utilizzerebbero nel colon per produrre acidi grassi saturi a corta catena come nutrimento, proprio grazie all'aiuto dei microrganismi.

Va notato quindi che una condizione di stress cronico non solo apre la porta a disturbi di varia natura, ma colpisce molto gli intestini, aprendo la strada come visto a una infezione localizzata o anche a più infezioni distribuite che spesso nei nostri giorni si risolvono in malattie autoimmuni di tipo cronico.

Purtroppo poi un aumento del cortisolo porta inevitabilmente alla soppressione del DHEA (deidroepiandrosterone) e del testosterone con un invecchiamento precoce. Inoltre. L'effetto complessivo comunque della diminuzione degli androgeni è una caduta del desiderio sessuale. Attenzione il segno non è presente fino a che le surreni riescono a compensare. Inoltre il cortisolo tenendo la glicemia elevata a scapito di proteine corporee inibisce la secrezione dell'ormone della crescita che è un potentissimo, insieme al DHEA anti-age.

Con gli anni si hanno squilibri sistemici più o meno gravi, fino a che le surreni non riescono più a compensare, segno di un loro affaticamento, è iniziano i sintomi più marcati del fenomeno, come la stanchezza continua, patologie della pelle e degli intestini e in genere una serie di malattie autoimmuni.

Adrenalina e cortisolo – affaticamento delle surreni

La cosa assurda della faccenda è che durante l'immissione delle surreni non si avvertono condizioni avverse, tutto sembra andare bene, si riesce a sopportare stress notevoli e si cercano altri stress, dato che ci si sente forti e potenti. Questa fase viene in genere detta dominanza surrenale, poiché si è sotto controllo metabolico degli ormoni surrenali. Purtroppo la tragedia è in corso dato che, le ghiandole surrenali come il resto del corpo vanno contro a usura.

Da sistema che doveva entrare in gioco in condizioni di stress acuto per poi fermare la sua azione, adesso partecipa vivamente al metabolismo, alterando anche quello della tiroide e quindi facendo sì che sotto un consumo sfrenato di carboidrati semplici e complessi (indispensabili per non avere un burn-out grave del sistema) le normali funzioni corporee si tengano in piedi senza che vi sia la caduta del sistema stesso.

La persona in questione cercherà come prima cosa di spingere le surreni a creare altri ormoni catabolici per compensare il problema e lo farà ingerendo sostanze che in natura sono state create per impedire ai predatori di mangiare i semi delle piante a cui questi appartengono e che sono nocive per l'organismo, il quale una volta assunte determina come risposta subito un'ondata di adrenalina, supponendo di essere sotto avvelenamento grave. Caffeina, teina, nicotina, teobromina o droghe che mirino a produrre sempre più cortisolo e adrenalina oramai indispensabile per tener su il sistema.

Ironicamente queste sostanze, accelereranno la caduta dell'organismo e lo renderanno dipendente da esse e potrebbero aumentare o instaurare altre dipendenze come ad esempio quelle da droghe, poiché gli oppioidi mitigheranno la sofferenza generata dalle surreni sempre più deboli e a loro volta faranno produrre adrenalina e cortisolo.

Questo fa sì che le ghiandole surrenali si logorino e alla lunga (anche molti anni) non riescono più a rispondere in modo efficiente agli stress a cui sono sottoposte. Si avranno così i primi disturbi come dolori di testa, o di schiena, o ossei. Essendo inoltre il cortisolo pesantemente coinvolto durante gli urti meccanici del tessuto connettivo nel minimizzare l'infiammazione indotta, questo aumenta la possibilità che un urto possa scaricarsi in maniera rovinosa sulle ossa piuttosto che distribuirsi nel connettivo, aumentando notevolmente la probabilità di infortuni e fratture. Tra l'altro il cortisolo provoca una certa escrezione di calcio quindi indebolisce le ossa.

Va precisato che chi ha problemi alle ghiandole surrenali dovrebbe aumentare la quota di sale, dato che l'aldosterone, un altro ormone prodotto dalle surreni è fortemente legato alla presenta di acqua nei tessuti, specialmente del connettivo. Una sua carenza prolungata determina la perdita dell'idratazione della fase di gel del connettivo (vedere articolo per maggiori info) determinando una perdita delle proprietà plastiche deli tessuti, il che diminuisce l'elasticità complessiva del corpo e la sua capacità di opporsi alle forze applicate su di esso.

Detto in poche parole se sei un bambino e cadi dal secondo piano, potresti non romperti nulla, perché la forza si scarica lungo tutto il corpo, se invece sei un anziano e cadi dalla sedia, l'urto si scarica tutto sull'anca e questa si frattura subito. Orbene chi ha problemi surrenali somiglia a un vecchio non a un bambino, traetene voi le dovuto conclusioni su come il processo indebolisce non solo funzionalmente ma anche strutturalmente.

Come detto durante affaticamento surrenale ci si potrà ammalare facilmente di influenze o avere problemi intestinali e di pelle lievi, e l'insistere con il voler affrontare stress che oramai stanno andando oltre la propria capacità di sopportazione, porterà rapidamente a un burn-out (esaurimento del sistema) e a malattie autoimmuni conclamate.

Purtroppo spesso i primi sintomi da malattie autoimmuni derivanti da stress surrenale, sono curati con sostanze che mimano l'azione del cortisolo, a questo punto il disastro del burn-out diventa sempre più inevitabile.

Burn-out e malattie autoimmuni

Inizia così un circolo vizioso, niente caffè diventa sinonimo di nessuna forza e la mattina e non ci si riesce nemmeno ad alzarsi dal letto. Man mano le difese immunitarie, che dovrebbero utilizzare l'energia che viene convogliata ai muscoli, vanno calando, e l'impossibilità di difendersi da una improvvisa infezione se non quando si assume caffè o altri eccitanti, fa sì che un qualsiasi stress indebolisca creando una sorta di equilibrio con le infezioni stesse che diventano poi malattie autoimmuni, cronicizzandole.

Va anche da sé che prima del crollo il metabolismo appare accelerato in modo anomalo, dato che adrenalina e cortisolo fanno pressione sulla tiroide che secerne i suoi ormoni come riflesso per fornire energia per affrontare gli stress, rendendo inoltre incapace l'organismo di usare i trigliceridi a digiuno.

Purtroppo anche la tiroide negli anni subisce gravi alterazioni istologiche dovute a un forte utilizzo che la usura e negli anni si vanno creando le condizioni per una condizione di ipotiroidismo che paradossalmente è preceduto da un certo ipertiroidismo subclinico, dovuto al superlavoro fatto sotto l'azione degli ormoni catabolici cortisolo e adrenalina.

Malattie autoimmuni come la psoriasi, il lupus, il morbo di crohn, emorroidi, la stanchezza cronica, e altre patologie altro non sono che la manifestazione del burn-out, dove il cortisolo purtroppo non riesce più a effettuare la sua azione antinfiammatoria a seguito di attacchi microbici continui.

Va ricordato che il burn-out è una condizione relativa, visto che il sistema patologicamente potrebbe aver aumentato la soglia necessaria affinché l'ormone cortisolo svolga la sua azione proprio per una emissione precedente troppo alta. In pratica si genera un aumento della quantità dell'ormone per avere la stessa risposta fisiologica, man mano che l'organismo si abitua ad avere livelli di cortisolo elevati, nella fase precedente di dominanza surrenale.

Un po' come accade per i diabetici prima che la patologia si manifesti: questi inizialmente hanno bisogno di più insulina per portare il messaggio dell'ormone (ricordo che la parola ormone significa messaggero), al punto di stressare molto le isole di langerhans (insieme di cellule deputate alla produzione dell'insulina) e al punto di divenire poi dipendenti da insulina esogena.

Infatti il ripristino a un uso ragionato da parte delle cellule di una quota inferiore di cortisolo è una delle cose più sofferte che esistano, e sono spesso oggetto delle mie Consulenze Naturopatiche, che mirano a cambiare lo stile di vita minimizzando questo cambio, che altresì può risultare più stressante dello stress che cerca di risolvere. Inoltre un organismo in burn-out che produce poco cortisolo resta quasi incapace di correggere la propria glicemia e il proprio metabolismo, soffrendo tantissimo dei cambi di temperatura - accusa molto il freddo e sta molto male se entra improvvisamente da un luogo freddo a uno caldo – avvertendo sensazioni.

Un altro problema del burn-out è l'eccessiva carica microbica accumulata negli anni che provoca disturbi di varia natura e sfocia poi nelle malattie autoimmuni. Si tratta di una infezione o più infezioni silenti che il sistema contiene nel migliore dei modi possibili compatibilmente con il fatto che sostanze come la caffeina gli sottraggono energia per convogliarla ai muscoli.

Un esempio lampante è la candida che è una infezione cronica in presenza di forti quote di zucchero e carboidrati, tende a crescere in modo smisurato se non tenuta sotto controllo dal sistema immunitario.

Per questi fortunatamente esiste l'Argento Citrato Complessato, che aiuta non poco a fermare l'inarrestabile crescita dei microrganismi, senza essere tossico e pericoloso come le altre versioni di argento e come gli antibiotici che uccidono i patogeni, ma solo batterici e infatti negli ultimi anni vi è stato un aumento di patologie legate ai lieviti e ai funghi, alleviando i sintomi delle malattie autoimmuni.

Appare quindi evidente che non si può definire una causa-effetto univoca fra una infezione, eccitanti e affaticamento surrenale fino al deficit completo trovandoci nella paradossale situazione che essi possono essere la causa o l'effetto dello stesso affaticamento surrenale.

Appare inoltre evidente che non è facile uscire da questa condizione specialmente senza aiuto di una persona che sia esperta delle complicate dinamiche di questi fenomeni e abbia ampia conoscenza della dinamica dei sistemi complessi, nonché di conoscenze di fisiologia e anatomia notevoli.

Un altro problema grave da gestire con attenzione è il fatto che durante un burn-out, non si riesce a digerire tipologie di cibo che normalmente sarebbero digerite con estrema facilità. Il cortisolo in genere triplica la sua presenza ematica quando ci si nutre proprio per evitare reazioni immunitarie verso il cibo considerato estraneo, se il suo messaggio si è indebolito per desensibilizzazione delle cellule o per mancanza durante un burn-out, man mano si digerisce tutto sempre peggio, specialmente proteine e grassi.

Ironia della sorte durante un burn-out – che non si inquadra più in un affaticamento surrenale ma in un esaurimento delle surreni – è Incapacità sopportare carichi glicemici. Questo accade perché quando si mangiano forti carichi glicemici, questi inducono un rapido aumento della glicemia seguito da un rapido aumento dell'insulina (altrimenti il carico sarebbe fatale per l'organismo), questo porta a una grave ipoglicemia reattiva che si risolve in un uso massivo delle ghiandole surrenali con forte immissione di adrenalina che interveniente per impedire il collasso del sistema, dato che l'ipoglicemia è uno stress fatale. Non a caso digiuno e carichi glicemici mal sopportati indicano un chiaro segno di deficit o affaticamento surrenale.

Altro evento comune è l'ipotensione ortostatica. Ovvero se si sta distesi e si balza in piedi si hanno dei flash davanti agli occhi o addirittura un momento di svenimento. Questo pregiudica di continuo le capacità cinestetiche e può presentarsi come un problema grave in caso di pericolo visto che durante un movimento rapido si può perdere l'equilibrio e cadere facendosi molto male.

Come si vede un disturbo così subdolo può provocare incidenti di tipo anche lavorativo o anche una caduta da una moto senza che uno se ne renda conto, dato che, un ipoglicemia improvvisa modifica lo stato di coscienza e quindi provoca gravi deficienze cognitive.

Oppure deficit cognitivi che inducono a pensare che la persona abbia carenze nell'attenzione, quando è risaputo che se la glicemia subisce dei sobbalzi dovuto all'incapacità di tenere il cortisolo stabile durante uno stress di tipo intellettuale, il cervello, specialmente se abituato a usare il glucosio, minimizzera le funzioni di livello neocorticale e spigerà per tenere stabili le funzioni neurovegetative.

L'elenco degli effetti disastrosi del burn-out includono conseguenze ancora più gravi come patologie tumorali, ma penso che si sia compreso appieno che è opportuno cercare di risolvere la situazione prima che diventi grave al punto di richiedere l'assoluto riposo.

Ripristinare la funzione delle ghiandole surrenali

Un deficit delle ghiandole surrenali non va mai preso alla leggera ed è necessario che sia monitorato durante la sua soluzione da persone esperte in materia. Le variazioni di adrenalina e cortisolo in genere creano anomalie nell'organismo più o meno gravi e in un contesto più ampio, ogni intervento può provocare più stress di quanto ne risolva.

Se si prendono cento persone aventi la stessa omeostasi e le si varia uno stesso parametro, risponderanno tutti e cento in modo diverso con delle affinità determinate da similitudini genetiche e costituzionali. Ma questo significa che soggetti molto compromessi potrebbero indebolirsi notevolmente con un intervento che potrebbe apportare un modesto miglioramento ad altri soggetti che hanno differente tipologia costitutiva e una diversa storia clinica.

In genere occorre arginare le varie infezioni che negli anni si sono instaurate nell'organismo specialmente nel tratto gastro-intestinale con l'uso di sostanze come l'argento citrato complessato che quindi aiuterà il recupero impedendo che una infezione si comporti da stress che ostacola la ripresa delle ghiandole surrenali.

Occorre poi monitorare bene il problema indotto dalla ridotta capacità di sopportare allergeni, naturalmente presenti nei cibi e nell'aria (negli ultimi anni vi è una strana esplosione di allergie al polline) e una gestione molto attenta della suddivisione dei vari macronutrienti quali carboidrati, grassi e proteine.

Purtroppo la ricetta non è univoca, occorre analizzare la storia e il vissuto di una persona e comprendere quali stress hanno contribuito a creare il problema, e non è detto che siano solo stress emotivi ma anche alimentari, o anche una infezione precedente che ha lasciato il corpo in stato di eccitazione adrenalinica (detta anche dominanza surrenale) che poi ha condotto l'organismo a burn-out.

Uscirne è possibile ma occorre molta dedizione e una guida in grado di comprendere ciò che accade velocemente in modo da far sì che la soluzione messa in atto non porti paradossalmente ad aggravare il deficit surrenale. In questo caso il fai da te e mani inesperte possono provocare danni seri molto seri che è meglio evitare, inoltre prima si inizia meglio è dato che come si è visto, l'instaurarsi di infezioni, di malattie autoimmuni e di intolleranze alimentari rendono sempre più difficile il recupero.

Se si arriva al burn-out la situazione diventa molto molto complicata, quindi prima si inizia meglio è, poiché come detto un organismo abituato a tanto cortisolo che ne produce pochissimo, ha una omeostasi completamente alterata e non è detto che si riprenda rapidamente, anzi in genere possono occorrere mesi, come al solito, la questione è del tutto individuale.

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