Il tessuto connettivo

Introduzione al tessuto connettivo.

Il connettivo è il tessuto più esteso e grande dell'intero organismo (rappresenta il 20% del peso corporeo) ed è costituito da una matrice intercellulare che costituisce l'ambiente, l'habitat dove sono immerse e vivono le cellule del nostro organismo: la cellula sta al connettivo come l'uomo sta all'aria che respira. A differenza degli altri tipi di tessuto il connettivo è caratterizzato dalla presenza di una sostanza extracellulare che conferisce ad esso alcune particolari proprietà. Grazie a queste particolarità, che si localizzano in una complessiva resistenza del tessuto alla trazione ed alla compressione, è possibile operare una prima classificazione del connettivo che verrà ampliata dalla classificazione di tipo funzionale, ovvero a cosa serve all'interno di un organismo.

Funzionalità del tessuto connettivo.

A seconda della composizione morfologica del tessuto connettivo, ovvero delle proprietà chimico fisiche, si distinguono tre tipi di connettivo: il tessuto connettivo propriamente detto, il tessuto connettivo strutturale o di sostegno e il tessuto connettivo trofico.

Funzionalità associativa e di sostegno parziale.

Il tessuto connettivo propriamente detto, la cui classe è rappresentata da tessuti mucosi o da tessuti che costituiscono il lume o lo stroma di molti organi, si infiltra tra gli spazi lasciati vuoti da altri tessuti e per questo motivo si definisce “tessuto di sostegno parziale.

Funzionalità meccanica e di sostegno.

Grazie alle proprie particolarità strutturali che conferiscono ad alcuni tessuti connettivali resistenza a stress fisici, come ad esempio trazioni e compressioni, alcuni tessuti connettivali servono in gran parte al sostegno e alla mobilità dell'organismo. Le ossa, ad esempio, sono dei tessuti connettivali altamente specializzati che grazie alla loro resistenza formano sia il telaio dell'animale sia una corazza naturale.

Funzionalità trofica.

Oltre a riempire gli organi e servire da sostegno meccanico, i tessuti connettivali, hanno l'importante funzione di trasferire risorse energetiche o molecole di grande funzionalità lungo tutto il corpo dell'animale. Il sangue, ad esempio, è un tessuto connettivale che opera alla perfezione le azioni appena elencate in quanto è vettore di sostanze di nutrimento, serve ad incanalare le sostanze di rifiuto verso gli opportuni centri di smaltimento e, in ultima analisi, ha il compito di trasportare buona parte delle molecole che servono per la vita dell'animale come le piastrine o i complessi sistemi di difesa contro i patogeni. Secondo questa prospettiva il connettivo è l'organo più importante che esista (per organo, in medicina, si intende una struttura che svolge una o più funzioni): infatti esso svolge come detto svariate funzioni fondamentali per il nostro organismo,la difesa dei patogeni fa si che tutte le reazioni immunitarie avvengono nel connettivo (che, dunque, da questo punto di vista rappresenta e viene indicato come il "campo di battaglia", la sede dove avvengono tutte le reazioni di difesa del nostro organismo).

Fisiologia del connettivo.

Una delle funzioni del connettivo è, come già detto, quella di essere ricettacolo di tossine che vengono convogliate dal sangue ed immagazzinate nel connettivo stesso.Queste tossine provengono principalmente dall'interno del corpo, e in particolare dal metabolismo cellulare ( tossine endogene ), ma anche dall'esterno, per esempio i virus, i batteri, i farmaci, i metalli pesanti, varie sostanze chimiche, ecc. Sia le tossine endogene che quelle esogene ogni giorno devono essere smaltite e tale lavoro viene effettuato dal sistema linfatico che, proprio come un operatore ecologico, porta via giornalmente i rifiuti che si sono accumulati. Per consentire ciò il connettivo, nell'arco delle 24 ore, attraversa due fasi di circa 12 ore ciascuna: una fase di smaltimento di scorie metaboliche e sostanze estranee, ed una fase di ricostruzione della matrice connettivale e delle sostanze indispensabili alla vita delle cellule.

In ogni fase il connettivo cambia la sua struttura.

Nella prima fase della giornata, che va dalle 3 alle 15 circa, esso appare come una gelatina sciolta, solubilizzata (stato di sol) ed in questa prima parte della giornata avviene la demolizione e lo smaltimento di scorie e proteine (fase di smaltimento). Nella seconda fase , che va dalle 15 alle 3 circa, il connettivo appare, invece, come una gelatina che si ricondensa (stato di gel) ed in questa seconda parte della giornata avviene la ricostituzione della matrice connettivale e delle proteine (fase di ricostruzione).

In sintesi, ad ogni demolizione segue una ricostruzione e viceversa.

Questo equilibrio, però, può rompersi per una serie di ragioni: ad esempio, per un trauma, infezioni virali o batteriche, insufficienza funzionale del sistema linfatico, eccessiva produzione di tossine dovuta ad errata alimentazione o all'assunzione di sostanze chimiche, ecc. Tutti questi eventi portano ad un aumento di scorie nel connettivo. Quando l'organismo è particolarmente sovraccaricato da questo punto di vista, si mettono in moto meccanismi di detossicazione e drenaggio suppletivi, grazie alla produzione di alcuni enzimi (per es. la ialuronidasi) che producono uno stato continuativo di sol del connettivo (fase di smaltimento): questa fase, però, non dura più solo 12 ore, ma continua fino a quando non viene ottenuta una pulizia profonda e completa.

Tale meccanismo suppletivo prende il nome di INFIAMMAZIONE!

Quindi la gelatina disciolta (stato di sol) della matrice connettivale rigelificherà (stato di gel) solo quando sarà fatta completa pulizia del connettivo stesso.

Solo allora, dopo aver svolto la sua funzione di drenaggio supplettivo (che può essere agevolata con determinate tecniche massoterapiche che coinvolgono il connettivo stesso e il sistema linfatico), l'infiammazione finirà e verrà ripristinato il normale bioritmo giornaliero tra fase di sol e fase di gel del connettivo.

Da questa prospettiva l'infiammazione e, ovviamente, la febbre che ne costituisce il sintomo più generale, rappresentano un meccanismo biologicamente opportuno e non una malattia da combattere come, invece, vengono normalmente considerate.

La scienza, negli ultimi anni, ha dimostrato che il nostro sistema immunitario inizia a funzionare in maniera ottimale a partire da una temperatura di 38,4° C. Inoltre, nei centri più all'avanguardia nella cura dei tumori viene usata l'ipertermia, cioè l'induzione di un'infiammazione molto alta prodotta artificialmente nella zona da trattare, proprio perché si produce un forte stimolo immunitario.

Dunque iniziamo a considerare l'infiammazione come qualcosa necessario per il corretto ripristino del corpo, che se dura qualche giorno è solo un bene e la si deve assecondare stando a letto, riposando. Tra l'altro in un futuro articolo mostrerò che c'è un legame tra stato chimico - fisico del connettivo e ormoni surrenali. Questo ad esempio spiegherebbe i peggioramenti di parecchi disturbi cronici con l'aumentare dello stress. E inoltre l'aumento di tali disturbi nei paesi industrializzati, tra cui l'Italia che negli ultimi 20 anni è diventata un paese sempre più frenetico.

L'infiammazione del connettivo deve essere contrastata solo se si protrae molto a lungo, identificandone la causa che l'ha scatenata e non facendo abuso di antinfiammatori e corticosteroidi. Inoltre tale uso è necessario solo per tempi brevissimi. Chiedete a un qualsiasi medico se potete prendere antinfiammatori a lungo, vi dissuaderanno per un numero di reazione avverse tra le quali un recidiva, curare i sintomi non equivale ad estirpare le cause! Per non parlare dei corticosteroidi, tutti le prescrivono, ma se chiedete a un medico sull'utilizzo cercherà sempre di dissuadervi per un utilizzo nel lungo periodo, data la loro capacità di sopprimere meccanismi ormonali molto importanti.

Vi è tuttavia un modo per bloccare lo stato infiammatorio e far sì che infezioni opportuniste non possano minare l'integrità connettivale esacerbando le infiammazioni: I derivati dell'argento hanno dimostrato potente attività antinfiammatoria[1], dato che gli ioni argento si comportano come potenti antiinfiammatori di tipo FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei).

Appare tuttavia logico che per poterli usare, in tutta sicurezza e al pieno dell'efficacia, devono soddisfare alcuni requisiti indispensabili che solo i complessi degli ioni Argento soddisfano come illustrato nell'articolo sull'Argento Colloidale e Citrato Complessato. A tal proposito va ricordato che esiste una vasta letteratura che mostra chiaramente che le nanoparticelle oltre a essere accumulabili sono anche tossiche al pari dei sali, ed estremamente tossiche se usate internamente, specialmente se inalate.

Adesso in ultimo daremo una rapida carrellata dei disturbi soventi creati da infiammazione cronica al tessuto connettivo. Sopra di tutte abbiamo le temutissime malattie autoimmuni.

E' stato osservato che le malattie autoimmuni sono in netto aumento statistico e che sono caratterizzate da sintomi importanti e spesso molto gravi. Artrite Reumatoide, Lupus, Sclerodermia, Periarterite Nodosa, Rettocolite, Morbo di Crohn, Tiroiditi Autoimmuni, Psoriasi, Sclerosi Multipla, ecc., sono termini che sentiamo sempre più spesso e che allarmano perché indicano malattie ritenute incurabili. Inoltre, la medicina convenzionale non riesce a spiegarne l'origine ma solo il meccanismo d'azione che, come è noto, consiste nell'aggressione da parte del sistema immunitario del paziente verso strutture proprie dell'organismo.

Chissà come mai nessuno va a gurdare mai le ghiandole surrenali, dato che, il cortisolo puo' mascherare per anni la presenza di una infiammazione, rendendola silente, quando poi l'organo è troppo danneggiato o vi è un deficit surrenale, il tutto emerge. Di fatto i vari piccoli disturbi, che erano venuti fuori nel corso degli anni, mostrano finalmente quanto è grande l'iceberg che si celava sotto la superficie.

I cortisolo infatti ha la capacità di far virare il connettivo dalla fase di sol alla fase di gel, non a caso, i farmaci cortisonici, imitano questa azione e bloccano l'infiammazione. Se si è in pericolo di vita, questo è anche necessario, ma usare dei cortisonici su base quotidiana, può essere una scelta molto, ma molto, infelice; alla lunga qualsiasi cosa provochi l'infiammazione creerà danni irreversibili e inoltre l'uso di cortisonici esterni, tende a creare danni agli assi ormonali, facendo perdere alle surreni la capacità di produrre cortisolo (morbo di Addison).

Ricordate sempre, che, quando usate un cortisonico per spegnere l'infiammazione nel connettivo, date una mano ai microbi che si trovano in quella zona a prolificare, giacchè tutte le patologie autoimmuni hanno radici nelle infezioni dalle quali, non si è mai guariti e che con l'esaurimento surrenale hanno manifestato la propria natura infiammatoria cronica.

Pertanto quando il corpo lancia dei segnali, meglio leggerli e non spegnerli, ignorando la propria natura bestiale, la quale difficilmente, al contrario, della natura civile, sbaglia.

Riferimenti e bibliografia:

[1].Further evidence of the anti-inflammatory effects of silver nanoparticles. -  vai alla nota

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